La diplomazia delle città greche

Athens_Samos_decree

Nel corso dell’età ellenistica i testi letterari, ma ancor più le fonti epigrafiche indicano un’evoluzione e un’intensificazione nei rapporti diplomatici intrattenuti dalla città greche. Aumentano i trattati documentati per via diretta dalle iscrizioni (che assumono strutture sempre più complesse) e aumentano soprattutto i decreti onorifici, testimonianza delle benemerenze compiute dagli emissari cittadini. Si moltiplicano le tipologie stesse di inviati a cui la città ricorre nell’intrattenere le sue relazioni con l’esterno: dall’ambasciatore con compiti squisitamente politico-diplomatici (messaggeri, presbeutai incaricati della stipula di accordi, mediatori, arbitri internazionali), agli inviati con incarichi di natura religiosa (theoroi e inviati sacri in generale), ai latori di missioni prettamente giuridiche (avvocati delle città in casi di arbitrato e giudici stranieri, una figura quest’ultima che nasce e si afferma proprio in età ellenistica). Contemporaneamente si arricchisce il linguaggio che possiamo ascrivere alla sfera diplomatica. Da un lato, la città identifica e sviluppa un codice di comunicazione che tende rapidamente a diventare condiviso, dall’altro si costituisce il lessico che descrive la sfera di azione dell’inviato: la terminologia tecnica relativa alle sue funzioni e l’insieme dei vocaboli che ne definiscono le qualità.

Il progetto sviluppato presso il SAET si propone di affrontare il tema della diplomazia greca di età ellenistico-romana – dalla fine del IV sec. a.C. ai primi secoli dell’impero – in una prospettiva nuova, che, partendo dalle continuità con il passato, ne ponga in evidenza la specificità ma anche gli influssi (istituzionali e culturali) sui periodi successivi.

Coordinatore scientifico: Anna Magnetto
Collaboratori: Donatella Erdas, Maria Ida Gulletta, Antonella Russo