I progetti del SAET

Nel progetto SAET 2016-2019 l’interazione fra «Storia, Archeologia ed Epigrafia», in prospettiva mediterranea, tende alla visione unitaria del mondo greco e romano, dall’arcaismo alla tarda antichità; il ramo «Tradizione dell’Antico» proietta le singole discipline nell’orizzonte della loro fortuna e ricezione; l’apertura a «Tecnologie Informatiche» amplifica la potenzialità delle ricerche, attraverso forme nuove di ricostruzione, divulgazione, fruizione.

 

L’articolazione del Progetto prevede quattro aree tematiche.

Gli «Studi storici ed epigrafici» accolgono la pubblicazione sistematica delle iscrizioni provenienti da Entella (PA), Segesta (TP) e Kaulonia (RC): le tre antiche città di Sicilia e Magna Grecia dove le competenze oggi costituenti il SAET si sono affinate in oltre 30 anni di attività scientifica. A queste attività editoriali, si affiancano ricerche storico-epigrafiche in tre ambiti geograficamente distinti e distanti: il mondo greco policentrico; Roma ‘capitale’ e il suo Esquilino; Gortyna, capoluogo di provincia. Filo conduttore è la natura stessa del linguaggio epigrafico: la dinamica di un codice che si cristallizza e racconta in modo peculiare modelli, funzioni, luoghi.

Gli «Studi archeologici e storico artistici» del SAET prevedono  uno spazio editoriale definitivo per alcuni complessi monumentali indagati nell’area urbana e periurbana dell’antica Entella (PA), nell’agora di Segesta (TP) e nell’area santuariale di Kaulonia (RC). L’orizzonte di indagine si sposta quindi su Locri Epizefiri (RC) e il suo territorio (ad oggi mai oggetto di survey), con le vastissime prospettive offerte anche da collezioni e contesti archeologici inediti. Un nuovo filone completa il programma storico artistico del SAET: la fortuna dell’arte greca indagata con Plinio e la ricezione dei suoi libri d’arte nel Rinascimento.

«Tradizioni dell’antico» è il tema con cui il SAET rinnova decisamente al suo interno l’oggetto delle ricerche storico artistiche: il rapporto fra antichistica, nazionalismo e uso politico di storia e archeologia tra fine Ottocento e i primi decenni del secolo scorso. Il ruolo di Giacomo Boni, figura complessa e atipica nella storia dell’archeologia; il messaggio che il fascismo affidava all’uso strumentale del sacro e del bello; il linguaggio delle immagini nell’iconografia popolare, arma potentissima per la nazionalizzazione delle masse.

Infine l’apertura a discipline scientifiche e tecnologie informatiche, promossa dal SAET, si esprime in due specificità: da una parte si intende proseguire la sinergia con il nuovo Laboratorio SMART della Scuola Normale Superiore in ambito archeologico, dopo le precedenti esperienze di Virtual & Cyber Reality e ricostruzioni in 3D. Dall’altra il progetto prevede di potenziare risorse elettroniche fortemente apprezzate dalla comunità scientifica: Greek Economic Inscriptions (GEI), banca-dati che colma la lacuna di una raccolta aggiornata delle iscrizioni economiche greche; MNAMON, portale dedicato alle antiche scritture del Mediterraneo e punto di riferimento a livello internazionale. Sarà, inoltre, completata l’indicizzazione tematica della BTCGI, collana realizzata interamente alla Scuola Normale Superiore e strumento ormai indispensabile per gli studi sulla colonizzazione greca in Occidente.