
Forma/Tipo: Anfora greco-italica tipo VIa (Cibecchini, Capelli 2003) con titulus pictus
Descrizione: Anfora greco-italica con orlo a sezione triangolare con faccia superiore inclinata e inferiore orizzontale, collo cilindrico lievemente rastremato verso il basso, con attacchi superiori delle anse a sezione ovale. Il corpo ceramico indica una provenienza dalla Campania.
Sul collo titulus pictus dipinto con inchiostro rosso su quattro linee orizzontali, le prime due allineate a sinistra, le ultime due allineate al centro: CN SII/A.V[.]IIII/D/T.
La proposta interpretativa CN(eus) SE ( )?/(vinum) A(mineum) V(etus) IIII (quattuor annorum)/D (quingenti) o D(iffusum)?/T riconosce nella prima riga una formula onomastica bimembre, con praenomen e abbreviazione del gentilizio, verosimilmente attribuibili al mercator che si occupò della commercializzazione dell’anfora, mentre la seconda riga fa riferimento al contenuto, il celebre vino Amineo prodotto in Campania, in questo caso invecchiato quattro anni. Più incerta l’interpretazione della terza e della quarta riga: D potrebbe indicare il numerale quingenti, riferito al conteggio delle anfore di un determinato lotto o del carico di una stiva, o, meno probabilmente, potrebbe riferirsi all’anno in cui il vino è stato travasato (diffusum) dal dolium dove era conservato per l’invecchiamento all’anfora per la commercializzazione. Problematica l’interpretazione della quarta riga, con la sola lettera T.