Bruciaprofumi E 4846, E 5829

Classe: Materiali lapidei Forma/Tipo: Bruciaprofumi in pietra tenera Materiale: Calcarenite di Corleone Dimensioni: E 4846 (sin.): largh. 11,2; alt. max...

Classe: Materiali lapidei

Forma/Tipo: Bruciaprofumi in pietra tenera

Materiale: Calcarenite di Corleone
Dimensioni: E 4846 (sin.): largh. 11,2; alt. max 7 – E 5829 (ds.): largh. 9,2; alt. max 7,8
Stato di conservazione / restauri: Si conserva solo una porzione angolare dei due manufatti
N. Inventario: E 4846 (sin.), E 5829 (ds.)
Collocazione: Settore I – Vetrina I1
Provenienza: E 4846: Entella, Sondaggio nel vallone Orientale (SAS 22) – Rinvenimento 1995. E 5829: Entella, Palazzo fortificato – Edificio Superiore (SAS 2) – Rinvenimento 2001
Contesto di provenienza: E 4846: livello di crollo/abbandono medievale (US 22011); E 5829: colmata di vaschetta in cocciopesto di epoca medievale (US 1565)

Descrizione: Frammenti con parte di due lati adiacenti e angolo di manufatti in pietra tenera di forma quadrangolare, con fondo piatto, bordo internamente svasato, piedino troncopiramidale all’angolo. Tracce di annerimento sulla superficie interna.

Produzione: Locale o regionale
Cronologia: Età medievale, non meglio precisabile.
Bibliografia: A. Corretti, M. Gasparo Morticelli, J.J. Łucejko, C.F. Mangiaracina, G. Montana, E. Ribechini, M.P. Colombini, Entella. Manufatti in pietra tenera di epoca medievale. Primi dati per un approccio multidisciplinare, «ASNP», s. 5, 8/2, 2016, Suppl., 58-78, figg. 44-47.

 

Dagli oggetti alla storia: Le analisi archeometriche effettuate su questi oggetti hanno mostrato che si tratta di manufatti realizzati intagliando la tenera pietra definita dai geologi “Calcarenite di Corleone”, più precisamente quelle appartenenti al “Bacino Sicano”. Si tratta di un deposito sedimentario presente nel Corleonese, ma con affioramenti nei dintorni di Campofiorito, e nel settore nordoccidentale di Monte Genuardo. Con questo materiale sono stati realizzati oggetti destinati alla lunga esposizione al calore, come i c.d. ‘testelli’ (vd. E 7178) e, appunto, questi due manufatti che identifichiamo come ‘bracieri’ o ‘bruciaprofumi’. Date le dimensioni dei frammenti, infatti, non è possibile ricostruire la dimensione completa degli oggetti, adatti comunque a contenere brace accesa, come verificato dalle indagini gascromatografiche sui residui carboniosi presenti sulle superfici interne.
A seconda delle dimensioni, quindi, possiamo ipotizzare utilizzi diversi, peraltro compatibili tra loro. L’uso di gettare sostanze fumiganti e/o profumanti su braci accese, ben documentato anche in epoca medievale, era legato a esigenze igienizzanti, mediche, rituali, e anche come repellente per insetti.
I nostri manufatti ci svelano dunque aspetti particolari della vita quotidiana nel Medievo a Entella e nel territorio, e documentano una particolare attività produttiva fiorente nell’area in epoca medievale ma non più attestata in seguito, forse a seguito della scomparsa delle maestranze specializzate dopo la repressione delle rivolte antifedericiane nel 1246.

© SNS – Archivio fotografico SAET.

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