Testello E 7178

Classe: Materiali lapidei Forma/Tipo: ‘Testello’ in pietra tenera Materiale: Calcarenite di Corleone Dimensioni: diam. max 20 ca. Stato di conservazione...

Classe: Materiali lapidei

Forma/Tipo: ‘Testello’ in pietra tenera

Materiale: Calcarenite di Corleone
Dimensioni: diam. max 20 ca.
Stato di conservazione / restauri: Si conserva solo una porzione della vasca e della parete
N. Inventario: E 7178
Collocazione: Settore I – Vetrina I1
Provenienza: Entella, Palazzo fortificato – Edificio Superiore (SAS 1) – Rinvenimento 2008
Contesto di provenienza: Livello di terreno superficiale, con abbondanza di materiali medievali (US 1001)

Descrizione: Frammento di manufatto subcircolare, con fondo piano e breve parete internamente svasata, lievemente bombata all’esterno.

Produzione: Locale o regionale
Cronologia: Età medievale, non meglio precisabile.
Bibliografia: A. Corretti, M. Gasparo Morticelli, J.J. Łucejko, C.F. Mangiaracina, G. Montana, E. Ribechini, M.P. Colombini, Entella. Manufatti in pietra tenera di epoca medievale. Primi dati per un approccio multidisciplinare, «ASNP», s. 5, 8/2, 2016, Suppl., 58-78, figg. 44-47.

 

Dagli oggetti alla storia: Le analisi archeometriche effettuate su questi oggetti hanno mostrato che si tratta di manufatti realizzati intagliando la tenera pietra definita dai geologi “Calcarenite di Corleone”, più precisamente quelle appartenenti al “Bacino Sicano”. Si tratta di un deposito sedimentario presente nel Corleonese, ma con affioramenti nei dintorni di Campofiorito, e nel settore nordoccidentale di Monte Genuardo. Con questo materiale sono stati realizzati oggetti destinati alla lunga esposizione al calore, come i c.d. ‘testelli’.
Si indicano con questo nome attrezzi da cucina a fondo piano e bassissima parete, in materiale refrattario, destinati ad essere preventivamente portati ad alta temperatura ponendoli capovolti su fuoco o brace, per versarvi successivamente impasti a base di farina e acqua che cuocendo diventavano analoghe alle nostre focacce. In alcune aree d’Italia si tratta di un modo di cottura tradizionale ancora praticato.
L’analisi dei residui sul fondo di questi contenitori ha però rivelato la presenza di sostanze resinose non compatibili con l’impiego alimentare: non si esclude quindi che tali manufatti possano essere stati impiegati in alcuni casi anche per produrre fumi o profumi gettando sostanze aromatiche su piccole quantità di braci accese.
I nostri manufatti ci svelano dunque aspetti particolari della vita quotidiana nel Medioevo a Entella e nel territorio, e documentano una particolare attività produttiva fiorente nell’area in epoca medievale ma non più attestata in seguito, forse a seguito della scomparsa delle maestranze specializzate dopo la repressione delle rivolte antifedericiane nel 1246.

© SNS – Archivio fotografico SAET.

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